SANDÔKAI

SANDÔKAI

CHIKUDO DAISEN NO SHIN, TÔZAI MITSU NI AIFU SU. NINKON NI RIDON ARI, DÔ NI NAMBOKU NO SO NASHI. REIGEN MYÔ NI KÔ KETTARI; SHIHA AN NI RUCHÛ SU. JI O SHÛ SURU MO MOTO KORE MAYOI; RI NI KANÔ MO MATA SATORI NI ARAZU. MON MON ISSAI NO KYÔ, EGO TO FU EGO TO. ESHITE SARANI AI WATARU; SHIKARAZAREBA KURAI NI YOTTE JÛ SU. SHIKI MOTO SHITSU ZÔ O KOTONI SHI; SHÔ MOTO RAKKU O KOTO NI SU. AN WA JÔCHÛ NO KOTO NI KANAI; MEI WA SEIDAKU NO KU O WAKATSU. SHIDAI NO SHÔ ONOZUKARA FUKUSU, KONO SONO HAHA O URU GA GOTOSHI. HI WA NESSHI, KAZE WA DÔYÔ, MIZU WA URUOI, CHI WA KENGO. MANAKO WA IRO, MIMI WA ONJÔ, HANA WA KA, SHITA WA KANSO. SHIKAMO ICHI ICHI NO HÔ NI OITE, NE NI YOTTE HABUNPU SU. HONMATSU SUBEKARAKU SHÛ NI KISUBESHI, SONPI SONO GO O MOCHIYU. MEICHÛ NI ATATTE AN ARI, ANSÔ O MOTTE Ô KOTO NAKARE. ANCHÛ NI ATATTE MEI ARI, MEISÔ O MOTTE MIRU KOTO NAKARE. MEIAN ONO ONO AITAI SHITE HISURU NI ZENGO NO AYUMI NO GOTOSHI. BANMOTSU ONOZUKARA KÔ ARI, MASANI YÔ TO SHO TO O IU BESHI. JISON SUREBA KANGAI GASSHI; RIÔZUREBA SENPÔ SASÔ. KOTO O UKETE WA SUBEKARAKU SHÛ O E SUBESHI; MIZUKARA KIKU O RISSURU KOTO NAKARE. SOKUMOKU DÔ O E SEZUNBA, ASHI O HAKOBU MO IZUKUNZO MICHI O SHIRAN. AYUMI O SUSUMUREBA GONNON NI ARAZU, MAYÔTE SENGA NO KO O HEDATSU. TSUTSUSHINDE SAN GEN NO HITO NI MÔSU,
KÔIN MUNASHIKU WATARU KOTO NAKARE.

 

L’ARMONIA DI DIFFERENZA E UGUAGLIANZA

Lo spirito del grande saggio dell’India è intimamente trasmesso da occidente ad oriente. Mentre le capacità umane possono essere acute o ottuse, nella via non ci sono patriarchi del nord o del sud. La sorgente spirituale brilla chiara nella luce, le sue ramificazioni scorrono nell’oscurità. L’attaccamento ai fenomeni è causa di illusione; ma l’unione con l’identità non è ancora l’illuminazione. Tutti gli oggetti dei sensi interagiscono e tuttavia non interagiscono. L’interazione genera dipendenza, e allo stesso tempo ogni cosa resta indipendente. Le forme variano per qualità e aspetto, i suoni talvolta sono piacevoli, talvolta sgradevoli. Nell’oscurità si confondono le parole elevate e quelle volgari, alla luce le espressioni pure e quelle ambigue si distinguono. I quattro elementi ritornano alla loro natura
come un bambino si volge alla madre. Il fuoco riscalda, il vento si muove, l’acqua bagna e la terra è solida. L’occhio e la forma, l’orecchio e il suono, il naso e l’odore, la lingua e il gusto si corrispondono; è così per tutto ciò che esiste: le foglie si sviluppano secondo le loro radici. Il tronco e i rami condividono l’essenza;
nobile e volgare, ognuno ha il suo linguaggio. Nella luce c’è l’oscurità,
ma non considerarla oscurità. Nell’oscurità c’è la luce, ma non vederla come luce. La luce e l’oscurità si contrappongono come il piede davanti e quello dietro mentre si cammina. Tutte le innumerevoli cose hanno il loro valore espresso secondo la loro funzione ed il loro posto. Esistono come fenomeni e si corrispondono come la scatola e il coperchio; si accordano con il principio, come le punte di due frecce che si incontrano. Ascoltando le parole, comprendi il significato; non crearti dei criteri personali. Se non comprendi la via che hai davanti ai tuoi occhi, come potrai distinguere il sentiero mentre cammini? Avanzando nella pratica, non è questione di lontano o vicino, ma, se siete confusi, montagne e fiumi bloccheranno la via. Voi che cercate la via, rispettosamente vi esorto a non passare giorni e notti invano.

Anche se li amiamo i fiori appassiscono, anche se le detestiamo le erbacce crescono