La Via dello Zen

La Via dello Zen, non è ne facile ne difficile, ma ha un sapore particolare.
Che nasce dalla consapevolezza di procedere in un percorso di abbandono dei meccanismi egoici, pur rimanendo nella centratura di un Io equilibrato e allo stesso tempo, morbido e fluido.

La Via dello Zen, è la Via del Risveglio, ma non come pensiamo illusoriamente ed impropriamente ad uno stato personale estatico, scevro dal o dai… piuttosto ad un Risveglio che ci restituisce il senso di non separazione al Tutto.

E in questo Risveglio procediamo soli e in solitudine.

Soli e spesso con un senza di separazione dal tutto.

Un vero nonsense !

E’ immergersi profondamente nella nostra intimità, riconoscersi nel buio, nella paura, nella rabbia, nell’angoscia, negli aspetti di noi stessi negati, rimanendo in contatto pieno con tutto ciò.
Penso che se non parlassimo di questo, non daremmo alla pratica dello zazen, la possibilità di emanciparci.

Evitare il dolore e la ferita che neghiamo alla accettazione completa di noi stessi, come esseri umani, finiti e a confronto continuo con l’ineluttabilità della morte, significherebbe
togliere dignità alla Via dello Zen.

Se tutto ciò sembra ostico, e duro, non posso negarlo.

In fondo cerchiamo qualcosa per noi stessi. Un qualcosa che ci liberi dalla sofferenza, da quel senso continuo di insoddisfazione, e poi prima di qualsiasi stato liberatorio, ci ritroviamo con le lacrime negli occhi, e un senso di insopportabile inutilità.

Ma tanto più decongestoniamo le nostre attività nocive, tanto più ci avviciniamo a quello spazio vuoto interiore, dove è possibile rimanere vigili, equidistanti, consapevoli e finalmente sereni.

E’ in questo spazio, che nasce il senso di un Risveglio diverso.

Non più legato alla necessità di ( stare meglio ), ma piuttosto alla condizione di stare/essere e condividere la vita con tutti gli esseri senzienti, senza nessuna separazione.

Fra qualche giorno, come di consueto, ci sarà la Rohatsu, cioè la notte di veglia. Notte in cui si medita dalla sera del 7 dicembre, fino alla mattina del 8 per ricordare il Risveglio del Buddha.

In quella notte l’uomo che iniziò la sua ricerca per affrancarsi dalla propria sofferenza, realizzò la fine di essa, con la profonda consapevolezza di non essere separato dall’ Intero Universo.

In fondo l’illuminazione del Buddha, è molto semplice. Così semplice che ci fa dire: ” E’ tutto qui ” ?
A quanto pare sembra proprio così. E’ tutto qui.

Questo è il sapore dello Zen.