A te che ostenti il tuo satori

Perché non ti limiti a tatuarti “Io ho il satori!” su tutto il corpo.
Non essere cosciente di avere lo stomaco, è la dimostrazione che il tuo stomaco sta bene. Non riuscire a dimenticare il tuo satori, è la dimostrazione che non hai nessun satori.

Pensi di essere qualcosa di speciale perché hai avuto il satori, ma stai solo ostentando il tuo sacco di pelle.

Quando una persona normale ha avuto il satori la si chiama demonio-Zen. Questo perché pensa di essere qualcosa di speciale.

Quando la gente parla di satori, spesso significa semplicemente che un demonio ha acquisito dei poteri magici.

Quando sai che stai facendo qualcosa di male, non è poi così grave. Ma la gente che chiacchiera del suo satori non si rende nemmeno conto che è male. E’ per questo che sono casi così irrimediabili.

Esistono persone detestate da tutta la famiglia ma che continuano a pensare che solo loro hanno ragione. Se pensi di essere l’unico ad avere ragione, hai torto. E questo vale a maggior ragione per certi laici dello Zen che pensano che il loro satori li rende molto importanti – anche se a casa sono odiati.

Nessuna illusione è così difficile da svelare come il satori.

Gonyo Sonja chiede a Joshu, “com’è quando non ti appare più nemmeno una cosa sola?”
Joshu rispone, “Lasciala andare!”
Gonyo domanda, “A me non appare più nemmeno una sola cosa, cosa dovrei lasciar andare?”
Joshu risponde, “Se è così, portala via caricandotela sulle spalle!”

Non essere orgoglioso della tua pratica. E’ evidente che qualsiasi satori da cui ricavi motivo di orgoglio è una menzogna.

La gente superficiale non si accorge di star facendo qualcosa di sbagliato finché non è acchiappata dalla polizia. La gente comune nemmeno si accorge di vivere nell’illusione.

Hai bisogno di vedere con chiarezza. Vero satori significa manifestare la tua sobrietà. Significa tornare in te. Più guardi, più chiaramente riconosci le tue colpe.

‘Improvviso grande satori’ significa che svaniscono tutte le vecchie concezioni, come per esempio ‘satori’ o ‘illusione’.

Ma poi in ogni modo quanto sono distinti satori e illusione?
In realtà, quello su cui ci creiamo delle illusioni o quello a cui ci risvegliamo sono la stessa unica cosa.

Satori significa che il Buddha-dharma diventa realtà.
Il buddismo è uno strano insegnamento perché dice che tutti i Buddha e tutti gli esseri sofferenti sono della stessa natura. Questo perché dire che i Buddha esistono da qualche parte sull’altra riva non si accorda con il Buddha-dharma.

Se non raggiungiamo il luogo dove non c’è differenza tra noi e Buddha, il luogo dove non esiste niente di speciale, cominceremo a esitare, sentirci stanchi e a impigrire.

Dov’è che sei veramente a casa?

Non hai compagni di viaggio. Dovunque guardi, non c’è nessun altro! Devi trovare quel posto che tu e tu solo puoi raggiungere.

“Il grande oggetto della pratica che dura tutta la vita giunge a una conclusione” significa che la via del Buddha diventa realtà. Che diventa parte della tua carne e delle tue ossa.

Satori non significa fine dell’illusione.

Il Buddha-dharma è inafferrabile. Dire che abbiamo il satori è andare troppo lontano. Dire che non abbiamo il satori è non andare abbastanza avanti.

Grande satori significa realtà.

Sbagli se parli di livelli della pratica. Pratica è satori.

Solo zazen. Solo nembutsu. Per la gente normale, questo ‘solo’ non sembra abbastanza. Vogliono ricavare qualcosa dalla loro pratica.

Il ‘solo’ [shikan] è importante. Semplicemente fallo. Per cosa? Per niente! Non c’è mancia – solo fare.

Un monaco chiede a Ryuge, “cosa hanno conseguito i vecchi maestri che gli ha dato la pace del cuore?”
Ryuke disse, “E’ come un ladro che entra in una casa vuota”. (keitokudentoroku, 17)
Quando un ladro entra in una casa vuota non ha bisogno di rubare niente. Non ha nemmeno bisogno di scappare. Non c’è nessuno che lo cerchi. Assolutamente nulla. Dobbiamo essere molto chiari a proposito di questo ‘assolutamente nulla’.

Satori è come un ladro che entra in una casa vuota. Entra ma non c’è niente da rubare. Nessun motivo per scappare. Nessuno lo cerca. Come non c’è nemmeno niente che lo possa soddisfare.

Satori, veramente non si dovrebbe ostentare un termine così usurato.

Parli di satori, ma quello che chiami satori è terribilmente piccolo. Il problema è tutto nella tua consapevolezza: allarga un po’ la tua consapevolezza, così capirai che non è niente.

Puoi trovare il satori dappertutto nel mondo, come l’aria che respiri ogni giorno. Il satori non si trova nel futuro.

Buddha Shakyamuni non ha detto da nessuna parte che solo lui aveva raggiunto il satori. Ha detto che tutti gli esseri insieme realizzano la via.
Ma un satori collettivo come questo non è abbastanza per gli esseri umani. Ognuno vuole il suo satori individuale, la propria ricompensa individuale. Questo dimostra che ognuno si preoccupa solo di se stesso.

Talvolta le persone m’implorano di riconoscere che hanno compreso il dharma. Fintantoché devi chiedere l’approvazione degli altri, non sei autentico. Eppure c’è qualcuno che crede di avere ottenuto il satori perché qualcun altro glie lo ha riconosciuto. Se sei già arrivato, perché chiedere indicazioni agli altri?

Hai sentito dire che il vino ubriaca, e adesso sostieni di essere ubriaco e credi di avere veramente bevuto del vino. Anche questa è una di queste forme di ‘satori’.

Satori sta diventando una tecnica. Buddha-dharma e fede non sono tecniche.

Praticare senza manie è come giocare come un bimbo. E’ sbagliato voler fare del satori una mania.

Satori non è uno sforzo, è semplicemente essere naturali.

Essere naturali – a noi non rimane altro da fare oltre praticare lo zazen.

Anche se li amiamo i fiori appassiscono, anche se le detestiamo le erbacce crescono