A te che non puoi smettere di preoccuparti di come ti vedono gli altri

A te che non puoi smettere di preoccuparti di come ti vedono gli altri

Non si può neanche fare a cambio di scoregge. Ognuno di noi deve vivere la sua vita. Che importa se tu sei meglio di me o no?

Gli occhi non dicono, “Certo, stiamo più in basso, ma vediamo”. Le ciglia non rispondono, “Certo non vediamo nulla, ma stiamo più in alto di te!” Vivere il Buddha-Dharma significa attuare in pieno il proprio agire senza sapere di farlo: la montagna non pensa di essere alta, l’oceano non pensa di essere profondo e ampio. Ogni cosa nell’universo fa la sua parte senza saperlo.
Il canto dell’uccello e il sorriso del fiore si manifestano naturalmente, indipendentemente dall’uomo che siede in zazen ai piedi del dirupo”.
L’uccello non canta per deliziare. Il fiore non sboccia per incantare. Proprio nello stesso modo non ci si siede in Zazen per raggiungere il “Satori”. Ognuno di noi realizza il sé, attraverso il sé, per il sé.

Religione significa vivere la propria vita in modo completamente fresco e nuovo, senza lasciarsi ingannare da nessuno.

Ehi, ma cosa guardi? Non vedi che è di te che si tratta?

Il buco del sedere non si deve vergognare di essere il buco del sedere. E non c’è nessun motivo per i piedi di lamentarsi semplicemente perché sono solo dei piedi. E neanche la testa è la cosa più importante. E l’ombelico non ha nessun bisogno di credersi il padre di tutto.
E’ strano che la gente guardi al Primo Ministro come a qualcosa di speciale. Il naso non può sostituire gli occhi. La bocca non può sostituire le orecchie. Ognuno ha la sua identità, che è incomparabile in tutto l’universo.

Ogni cosa che vive, vive la propria incomparabile identità. Ognuno può solo vivere la propria vita. Com’è possibile che sembra che nessuno se ne accorga? Nella nostra società mancano i buoni esempi: I cosiddetti “senso comune”, “coscienza sociale” e la nostra “politica corretta” sono tutti solo dei cattivi esempi. Durante l’era Tokugawa (dal 1600 al 1868) i confuciani dicevano: “Shakyamuni era troppo pieno di sé – diceva che nulla nell’universo intero era superiore alla sua identità!”
Quello che non capivano era questo: Non è il solo Shakyamuni ad avere un’identità incomparabile in tutto l’universo. Ognuno di noi ha un’identità incomparabile. Ce la portiamo dietro e al tempo stesso ci lamentiamo di non averla.
Praticare la via del Buddha significa manifestare, dentro se stessi, la propria identità, che è incomparabile in tutto l’universo.

Smettila di lamentarti! Come fai a sembrare così contento non appena ti sembra che le cose vadano per il verso giusto? Ti lamenti di come sei noioso e perché non sei come gli altri. Poi appena le cose ti vanno solo un po’ meglio, diventi euforico.

Condurre una vita religiosa significa riflettere attentamente sul sé e valutare il sé.

Qualcuno sta facendo una faccia come se niente di tutto questo avesse niente a che fare con lui.

Chi non è capace di controllarsi non gode né della fede né dell’umiltà.

Ultimamente, ogni volta che i giovani creano problemi, la gente dice che è colpa dell’ambiente. Ma qual è un buon ambiente? Qual è un cattivo ambiente? E’ male nascere ricco? E’ meglio nascere povero?
L’ambiente peggiore è quello in cui una persona non riesce a trovare la propria identità.

Si deve evitare di parlare dei propri genitori, delle proprie radici familiari e del proprio retroterra come se facesse di noi qualcosa di speciale. Non abbiamo nessun bisogno di esibirci grazie al denaro, alla posizione o anche al modo di vestire. Si deve vivere la propria vita, nuda e sincera. Religione significa vivere la propria vita nuda e sincera.

In questo mondo tutti cercano di rendersi importanti grazie alle relazioni che hanno e alle ricchezze che possiedono. E’ come cercare di dare sapore a una pietanza insipida usando un piatto speciale.
E’ così che il mondo degli uomini ha perso di vista proprio l’uomo.

In religione non c’è una responsabilità collettiva: dipende solo da te.

La gente comune ha sempre bisogno di un uditorio, altrimenti perde la motivazione per fare qualsiasi cosa. Basta però che qualcuno stia lì a guardare, e saranno anche capaci di saltare nel fuoco.

(Nota: “Gente comune” è un termine tecnico buddista, che può anche essere tradotto come “persona normale” o “persona che vive nell’illusione”. Quando Sawaki Roshi parla di una persona, di un essere umano o della gente, non pensa agli esseri umani o alle persone come “misura di tutte le cose” Proprio al contrario, per Sawaki Roshi un essere umano è qualcuno che fa “la faccia sveglia mentre brancola nel buio”. Ognuno di noi è una “persona comune”, ma non dovremmo mai addurre questo fatto come scusante, o addirittura cominciare a rallegrarci con noi stessi per il nostro essere solo dei “normali esseri umani”.)

Nel mondo si rilasciano attestati, ma cosa c’è dietro? Gli attestati conducono all’ipocrisia che dice “Non faccio per vantarmi, ma…”

C’è troppa competizione nel mondo, non si dovrebbe stare tanto a parlare di chi vince e chi perde. Io sono me stesso. Nessun confronto è possibile.

Si comincia già dalla scuola: dare esami, essere promossi, raggruppare e valutare le persone in base ai risultati che ottengono – che follia!
Che significa “importante” e “non importante”? E’ “importante” avere buona memoria? Una persona con una cattiva memoria è per questo una persona cattiva? Non ci sono forse un sacco di idioti con buona memoria?
Qualcuno di quelli che a scuola finiscono tra gli ultimi vivono la loro vita sentendosi delle vittime. Dicono che la loro vita è stata tarpata – ed è proprio questo atteggiamento che tarpa la loro vita.

Non essere tanto contento per i riconoscimenti dati da altri. Non sei tu a essere te stesso? Sei contento o dispiaciuto a seconda che altri ti lodino o ti critichino, ma non sei nemmeno capace di capire te stesso.

Non ho mai elogiato nessuno. Tutti conoscono già i propri lati migliori – e si vedono perfino meglio di quanto non siano in realtà.

Dei ragazzini hanno preso un topo che ora si dibatte nella trappola. Gli piace guardare come raspa col naso fino a sanguinare e come arriva quasi a strapparsi la coda. Finiranno per darlo in pasto al gatto…
Se mi trovassi al posto del topo, direi a me stesso, “fottetevi, umani maledetti, non vi prenderete gioco di me!” – e mi sederei in zazen.

Diventare Buddha significa smettere di guardarsi attorno senza scopo. Quando smetti di guardarti intorno come uno scemo, potrai finalmente mangiare in pace.

Praticare la via del Buddha significa smettere di guardarsi intorno come degli idioti. Significa essere uno con quello che si sta facendo al momento. Significa samadhi. Non mangiamo al fine di defecare, non defechiamo per produrre concime. Pure al giorno d’oggi sembra che tutti credano che si va a scuola per prepararsi per l’università, e che si vada all’università per trovare un buon lavoro.

Suscitare il risveglio della mente-Bodhi significa smettere di guardarsi intorno da idioti: “Devo vivere da monaco? Devo smettere di vivere da monaco?” Smettere di guardarsi intorno e decidere fermamente “di prendere su di sé il pesante fardello dello Shobogenzo e di essere completamente presente in ogni posto” (lo Hotsuganmon di Daichi Zenji) – questo è il risveglio della mente-Bodhi.

Dedicare il proprio corpo alla Via del Buddha, non stare a guardarsi intorno, significa che “l’incomparabile, magnifica, sublime vita si manifesta completamente”. Buddha è uno che non si guarda intorno.

Veramente non c’è nessun motivo per guardarsi intorno, eppure, da tempo immemorabile sembra che sia stata una nostra consuetudine sbirciare a destra e sinistra.

Gli adulti prendono strane abitudini: anche su una sola parola possono fare una scenata.
D’altra parte qualche volta, prova a mettere in imbarazzo un bambino – non ci riuscirai.
Solo gli adulti sono così consapevoli di sé da cadere in una sorta di malia, e si vergognano, si confondono o si arrabbiano. Perché non siamo capaci di camminare semplicemente dritti?!

Il bufalo d’acciaio non teme il ruggito del leone
Ovvio, dal momento che non ha la debolezza degli esseri viventi.
Un uomo di legno è come un uccello o un fiore.
Vero, perché non ha la debolezza dell’auto-consapevolezza.

Le persone cambiano facilmente indirizzo: se vedono un fantasma prendono un fugone; se hanno un’allucinazione si spaventano.

Tutti parlano di “realtà”, ma fanno solo una gran confusione, in realtà sono solo sviati da quella che chiamano “realtà”.

Qualcuno passa tutta la vita senza trovare una propria strada nella vita.

Smettila di brancolare nel buio. Cammina sicuro dove puoi procedere liberamente. “Non camminare al buio. Procedi nella luce.” (Keitoku-Dentoku 15) Questa frase esprime l’essenza della religione.

Anche se li amiamo i fiori appassiscono, anche se le detestiamo le erbacce crescono